Vuoi migliorare la tua performance? Aggiungi un ingrediente segreto

Una riflessione.
Passiamo gran parte della nostra carriera musicale ad eseguire fraseggi e pattern a sedicesimi (con trentaduesimi annessi), ottavi, qualche volta a quarti, o terzinati in ogni loro forma. Ma così stiamo dedicando la vita a solo quattro opzioni!

Per un musicista amatoriale possono essere più che sufficienti, anzi sono e resteranno le fondamenta essenziali per suonare qualsiasi genere. Ma per chiunque voglia fare della musica la sua professione o anche solo raggiungere un livello di preparazione più avanzato questo non può e non deve bastare.

Ecco perché io ho aggiunto al mio repertorio una figura ulteriore che già grandi batteristi come Vinnie Colaiuta, Terry Bozzio e Marco Minnemann utilizzano: la quintina.

Gli studenti di accademie o scuole di musica ne avranno sicuramente sentito parlare. Per chi invece non è avvezzo basti sapere che la quintina non nient’altro che la suddivisione della pulsazione in 5 note.

Magari ti starai chiedendo “perché proprio il 5 e non altro, perché faticare per imparare una suddivisione dispari che non potrò mai utilizzare?
In questo articolo ti spiegherò quanto questa figura sia estremamente versatile e facilmente assimilabile.

Se ti dicessi che in realtà hai sempre suonato la quintina ma non te ne sei mai accorto? OK, procediamo con calma.

Studenti e autodidatti sanno che la batteria ha tra le sue radici una tradizione di rullante, più precisamente di marce che nascono come marce militari utilizzate in campi di battaglia per intimorire i nemici, divenute successivamente marce per le parate. Tra i primi rulli che impariamo sicuramente il rullo a 3 e il rullo a 5, ed è su quest’ultimo che ci soffermeremo.

Tradizionalmente il rullo a 5 si esegue in una suddivisione a terzina (o meglio detto in quarto puntato), in cui abbiamo il battere con un colpo e i due levare raddoppiati.

Se però prendi il rullo a 5 e lo allarghi, per cui ogni colpo è equidistante l’uno dall’altro, ottieni la nostra famigerata quintina!

Niente di più semplice: siamo partiti da una figura che noi tutti conosciamo e abbiamo ottenuto qualcosa di nuovo.

Ecco spiegata per iscritto la nascita della quintina
Facciamo un pò di pratica: esegui l’esercizio a colpi singoli ( R L R L…ecc) facendo attenzione agli accenti. Esegui anche l’esercizio verticalmente (in ordine: batt 1, batt 3, batt 2, batt 5)

Quindi impararla non è poi così difficile, ma quando è applicabile?
Praticamente sempre!

Nonostante la sua natura dispari le possibilità d’uso sono praticamente infinite e può essere una valida alternativa di figure che già utilizzi.

Eseguendo lo swing a quintine avrai la possibilità di andare molto più veloce e non snaturerà l’accompagnamento. Oppure – rimanendo in tema terzine – le sestine possono essere tranquillamente sostituite dalle quintine, soprattutto in passaggi molto veloci. Avendo un colpo in meno avrai la possibilità di guadagnare qualche punto di Bpm in più, tanto nessuno sentirà la differenza.

Scritto può sembrare difficile, ma in realtà è molto semplice, basti tenere a mente il sound e l’effetto che normalmente lo swing possiede.
Esegui l’esecizio a colpi singoli, attenzione che sulla quintina il battere passa dalla mano destra alla mano sinistra. Dopo aver preso dimestichezza cambia le ditteggiature sulla quintina. Ti consiglio di usare la diteggiatura RLLRR LRRLL, e poi la diteggiatura RLRRL RLRRL. Ovviamente provate più ditteggiature possibili.

E che dire del paradiddle? Nemmeno lui è immune alle mutazioni a dispari, ecco perché ti riporto questo semplice esercizio per apprendere il paradiddle a 5.

Prima il paradiddle classico e poi la versione a 5. Come vedi basta aggiungere un colpo di cassa. Questo ti permetterà di avere un incastro immediatamente applicabile e un pattern groove decisamente interessante.

Come vedi l’utilizzo della quintina è davvero esteso e può coprire qualsiasi genere, ovviamente in questo articolo ho solo trattato di come la quintina possa essere un valido sostituto a ciò che già noi facciamo, però questa figura ha delle peculiarità uniche e vale la pena dedicargli un articolo a parte, oppure se sei interessato puoi contattarci e chiedere dei corsi a riguardo, saremo lieti di poterti aiutare.

Per ingolosirti sull’argomento ti lascio il video in cui Franco Rossi lavora sul paradiddle a 5.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *