Migliora la tua performance Live con un click

Quando vai al concerto del tuo artista preferito, noterai che in molti brani spesso sono presenti parti melodiche aggiuntive o di strumenti che in quel momento non sono sul palco. Oppure capita che il gruppo inizi il brano con tutto l’organico presente senza il canonico stacco del “quattro” da parte del batterista. Com’è possibile che tutti i musicisti riescano partire perfettamente a tempo alla medesima velocità senza nessun tipo di sbavature? Semplice: attraverso l’ausilio del Click.

L’utilizzo del click (o metronomo, che dir si voglia) in contesti live ha sempre diviso i musicisti in fronti opposti. Da un lato c’è chi non lo concepisce perché ritiene che porti ad un’innaturalezza della performance, dall’altro chi lo considera un upgrade che permette di portare i propri brani a un livello superiore.

Personalmente non posso far altro che essere favorevole all’utilizzo del click dal vivo, per diversi motivi che ora vado ad elencare.

Innanzitutto ti da la possibilità di ottenere più confidenza in quello che fai. Il metronomo ti permette di concentrarti solo sulla tua parte, senza rischiare di rendere il tempo instabile a causa degli sbalzi di adrenalina e di insicurezza che talvolta travolgono noi musicisti. E non solo: una maggiore confidenza in quello che fai ti permette di aumentare la chimica all’interno del gruppo dando un forte senso di coesione, che nei contesti live è molto importante.

Un altro aspetto in cui risulta fondamentale è nell’utilizzo delle sequenze, ovvero delle parti realizzate in precedenza e azionate nel momento opportuno. Siccome queste vengono preparate a velocità prestabilite, è necessario che i musicisti siano sempre a metronomo per evitare di far fluttuare il tempo del brano.

Altro punto molto importante è l’estetica, e per esporlo vi porto l’esperienza dei King Crimson. Robert Fripp infatti ha obbligato tutti i musicisti ad avere il click nei propri monitor, in particolare per avere un maggiore impatto sonoro quando il brano inizia al massimo della sua dinamica. Eliminando il classico stacco con le bacchette, che prepara all’arrivo di qualcosa, l’ascoltatore si trova colto di sorpresa e di conseguenza è completamente immerso nel live.

Posso capire che per alcuni utilizzare il metronomo in un contesto stressante come quello del concerto possa essere difficile e a tratti perfino angosciante. Ecco perché voglio suggerire un piccolo trucchetto che utilizzo per poter rendere questo passaggio più facile e a tratti più divertente.

Anziché affidarti al classico ticchettio del metronomo puoi acquistare una drum machine e programmare dei pattern. Questo ti permetterà di avere comunque un preciso riferimento del tempo, ma eliminando il timore che il metronomo incute. Inoltre può essere un ottimo riempitivo per i tuoi brani perché ti permette di guarnirli con un fresco sound elettronico. Insomma: due piccioni con una fava.

Arturia Drumbrute: un'alternativa al click nella tua performance live

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