La MUSICA ai tempi del CORONAVIRUS

L’hashtag #iorestoacasa è tra le principali tendenze nazionali. Chi si annoia, chi in Smart Working, e chi invece si muove per comprovate esigenze lavorative, siamo tutti nella stessa barca: la parola d’ordine è QUARANTENA!

Ma i musicisti sanno che questo tempo è ben investito se passato al proprio strumento: che sia per esercizio, semplice passione o scrittura, le giornate di un musicista hanno il perfetto antidoto alla noia della quarantena.

Tuttavia il nemico più grande alla Musica sembra essere la distanza: lezioni, prove, concerti, tutto questo corollario è minato dalla distanza. In diversi articoli il nostro elogio è andato alle nuove tecnologie, non in sostituzione all’analogico ma in supporto, così come è richiesto in questo momento.

La didattica istituzionale e privata sta usufruendo dei portali come Google Classroom e dei servizi di comunicazione come Skype, WhatsApp, FaceTime e GoogleDuo, ed in questo modo riesce a garantire un servizio sempre efficiente e pronto anche di fronte alle difficoltà.

Per chi volesse fare un upgrade consiglio l’utilizzo di applicazioni come JamTabaJamKazam e Zoom.us. La prima in particolare permette l’utilizzo standalone con i propri plug-in ed è integrabile con la propria DAW, così da poter utilizzare schede audio ed attrezzatura professionale. Zoom.us è utilizzata anche dal centro di ricerca TempoReale per l’iniziativa #HOMEPLAYING.

Se questo periodo di stop da una parte ha permesso all’intera popolazione di non esporsi alla minaccia del virus dall’altra ha mostrato punti vulnerabili della nostra società e del nostro settore. Sono numerosi i professionisti freelance che hanno ricevuto un duro contraccolpo dalle misure contenitive, e mi sento di dire che qualcosa deve essere fatto per la tutela di chi ha intrapreso questa strada, perché il nostro lavoro merita le stesse tutele offerte a chiunque altro.

Ma alle rigide misure imposte dai decreti il mondo della Musica ha saputo rispondere con un’iniziativa davvero singolare. Mi riferisco al flashmob che ha avuto luogo in tutta Italia lo scorso venerdì 13 alle 18: i musicisti hanno aperto le finestre ed hanno suonato per chiunque volesse ascoltare. Ancora una volta il mondo dell’Arte ha saputo alleviare noia e dolori.

Chi si è affacciato al balcone cantando [link], chi ha suonato in preda alla contraria del salotto il proprio pianoforte, e chi come me ha voluto omaggiare con un live set tra Seaboard e Modulare.

E poi ci sono i settori che imperterriti procedono nella lotta contro l’epidemia: personale sanitario, forze dell’ordine, protezione civile, e tutti coloro che assicurano i servizi di prima necessità. Se ci sono dei musicisti tra loro sappiamo che la situazione è esattamente all’opposto; se resta del tempo libero è necessario riposare

A tutti loro consigliamo l’ascolto della nostra rubrica: l’Antica Discografia del Corso. Non è come suonare, ma ad un orecchio ben attento dice molto di più di quanto il suono trasmette.

Anche una pausa però non guasta; riflettere sul presente, ricordare il passato e programmare serenamente il futuro sono spunti che difficilmente avremmo trovato se immersi nella frenesia della normale quotidianità.

Alcuni di noi rispolverano vecchi hobby e passatempi, ritrovano il piacere di condividere il tempo con le persone che amano, e magari trovano il coraggio per quella serenata che compagne e compagni, amanti e parenti desiderano da tempo…

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