Come si scrive una CHART? Pt.II – Esempi pratici

Nello scorso articolo abbiamo affrontato il percorso storico della trascrizione; in questo appuntamento daremo qualche esempio che possa essere utile per la gestione delle vostre chart.

Il modello tipico è quello con gli accordi al di sopra del testo; è l’opzione più gettonata ma la meno efficiente: spesso gli accordi non sono sul testo nella posizione esatta del cambio e non forniscono traccia delle durate. Altre informazioni omesse sono il tempo di battuta e di metronomo, la suddivisione in battute, indicazioni dinamiche e variazioni legate allo stile o alle sonorità.

Uno degli hacks che vi diamo è di segnare almeno i primi due fattori: il tempo di battuta (4/4, 6/8, 5/8…quello che sarà), ed il tempo di metronomo anche solo con una delle tipiche indicazioni come Moderato, Slow Rock, Ballad, Shuffle, etc… Questo vi permetterà di passare da un brano all’altro con facilità ed avere sempre il riferimento per iniziare, nondimeno queste indicazioni dicono tanto sullo stile – un Presto con Fuoco dà una precisa indicazione su come va preso il brano!

A questo si aggiungono le indicazioni di battuta.

Con questi semplici accorgimenti le vostre chart saranno più rapide da leggere in prova e durante il concerto senza avere dubbi, specialmente se la vostra set-list comprende decine e decine di pezzi.

Ora passiamo al livello successivo!

Quella che segue è una mia chart.
Le mie sono molto dettagliate con una semiografia ibrida che mescola la scrittura tradizionale su pentagramma, la classica chart e l’ordine di rivolti del basso continuo, con l’aggiunta di indicazioni dinamiche, stilistiche e di programmazione.

A sinistra padroneggia il testo con le aggiunte di instrumental o solo X quando non ci sono parole; uso il rientro a sinistra per il ritornello così posso individuare rapidamente le sezioni e richiamarle se invariate. Gli accordi riportati sono inseriti nelle battute divise dalle stanghette verticali in modo che abbiano tutte la stessa lunghezza; non li posiziono in base al loro intervento sul testo perché preferisco avere il riferimento ritmico della battuta.

Se gli accordi hanno diversa durata nella battuta aggiungo delle slash che indicano quante pulsazioni interessano. Ad esempio: due quarti = due slash, un quarto = una slash.

Poi segno lo stato di rivolto degli accordi con la numerazione del basso continuo barocco, dove il 6 indica il primo rivolto, il 6,4 il secondo rivolto, il 2 il terzo rivolto, mentre lo 0 la nona al basso – nelle mie chart lo 0 vale anche alle tension superiori alla nona poste al basso. Queste che sembrano indicazioni superflue equivalgono alle diciture “X-bassoY” in un tipo di notazione più rapida da seguire per me nello studio e nell’esecuzione.

Sulla destra lascio tutte le indicazioni che mi servono per interpretare il brano: tempo di battuta, tempo metronomico, dinamiche – con il font classico delle partiture perché saltino all’occhio – e indicazioni stilistiche e di programmazione.
Se ho un passaggio melodico trascrivo su pentagramma, in questo modo non potrò sbagliare nulla: lo etichetto e lo riporto sul testo se ne accompagna delle parti.

Il risultato è una chart comprensibile a tutti i miei colleghi (fatta eccezione per chi non mastica il basso continuo), che posso condividere con facilità e che mi da un metodo di lavoro che posso applicare anche in situazioni limite.

A questo proposito concludo con un ultimo esempio.
Recentemente ho avuto la richiesta di un brano da parte di un caro amico: era un suo pezzo e l’avrebbe cantato la sera stessa. Poco prima di cominciare mi ha dato le indicazioni principali: tempo e velocità, successioni accordali di strofa, ritornello e bridge, e mi ha fatto ascoltare una registrazione del brano per mettere tutto al posto giusto secondo le battute.
L’esecuzione non ha avuto nessun problema, proprio perché ho puntato sulla precisione della trascrizione e su tutti i dettagli che mi potevano permettere di avere le informazioni essenziali nel minor tempo possibile.

Se trovate interessante qualche spunto da inserire nelle vostre chart fateci sapere!
Se invece avete prototipato delle indicazioni che trovate irrinunciabili allegate qualche esempio, ci farà piacere parlarne con voi!

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