ANTICA DISCOGRAFIA DEL CORSO: Supertramp – From Now On

Anno 1977.
Nel mondo sta dilagando il Punk.
Ma nel Regno Unito c’è un gruppo che prosegue dritto per la sua strada, ed alla violenza di questo nuovo genere contrappone una classe che ha sempre contraddistinto la propria musica: mi sto riferendo ai Supertramp.

Band molto controversa nel panorama inglese, che ha rifiutato il continuo paragone con i Beatles, e che – a mio parere – ne sarebbe comunque uscita vincitrice. Ha firmato dei successi indimenticabili ed ha segnato un modo di fare musica che pian piano andrà perdendosi.

From Now On è il brano di oggi: il pianoforte è il regnante indiscusso nella loro produzione, e qui, alla stregua di una chitarra, dirige i lavori con un riff che spiazza già dal primo ingresso, per poi cambiare registro ed accompagnare la voce con il resto del gruppo, fino alla sezione finale in crescendo a recuperare la scrittura iniziale.

La MUSICA ai tempi del CORONAVIRUS

L’hashtag #iorestoacasa è tra le principali tendenze nazionali. Chi si annoia, chi in Smart Working, e chi invece si muove per comprovate esigenze lavorative, siamo tutti nella stessa barca: la parola d’ordine è QUARANTENA!

Ma i musicisti sanno che questo tempo è ben investito se passato al proprio strumento: che sia per esercizio, semplice passione o scrittura, le giornate di un musicista hanno il perfetto antidoto alla noia della quarantena.

Tuttavia il nemico più grande alla Musica sembra essere la distanza: lezioni, prove, concerti, tutto questo corollario è minato dalla distanza. In diversi articoli il nostro elogio è andato alle nuove tecnologie, non in sostituzione all’analogico ma in supporto, così come è richiesto in questo momento.

La didattica istituzionale e privata sta usufruendo dei portali come Google Classroom e dei servizi di comunicazione come Skype, WhatsApp, FaceTime e GoogleDuo, ed in questo modo riesce a garantire un servizio sempre efficiente e pronto anche di fronte alle difficoltà.

Per chi volesse fare un upgrade consiglio l’utilizzo di applicazioni come JamTabaJamKazam e Zoom.us. La prima in particolare permette l’utilizzo standalone con i propri plug-in ed è integrabile con la propria DAW, così da poter utilizzare schede audio ed attrezzatura professionale. Zoom.us è utilizzata anche dal centro di ricerca TempoReale per l’iniziativa #HOMEPLAYING.

Se questo periodo di stop da una parte ha permesso all’intera popolazione di non esporsi alla minaccia del virus dall’altra ha mostrato punti vulnerabili della nostra società e del nostro settore. Sono numerosi i professionisti freelance che hanno ricevuto un duro contraccolpo dalle misure contenitive, e mi sento di dire che qualcosa deve essere fatto per la tutela di chi ha intrapreso questa strada, perché il nostro lavoro merita le stesse tutele offerte a chiunque altro.

Ma alle rigide misure imposte dai decreti il mondo della Musica ha saputo rispondere con un’iniziativa davvero singolare. Mi riferisco al flashmob che ha avuto luogo in tutta Italia lo scorso venerdì 13 alle 18: i musicisti hanno aperto le finestre ed hanno suonato per chiunque volesse ascoltare. Ancora una volta il mondo dell’Arte ha saputo alleviare noia e dolori.

Chi si è affacciato al balcone cantando [link], chi ha suonato in preda alla contraria del salotto il proprio pianoforte, e chi come me ha voluto omaggiare con un live set tra Seaboard e Modulare.

E poi ci sono i settori che imperterriti procedono nella lotta contro l’epidemia: personale sanitario, forze dell’ordine, protezione civile, e tutti coloro che assicurano i servizi di prima necessità. Se ci sono dei musicisti tra loro sappiamo che la situazione è esattamente all’opposto; se resta del tempo libero è necessario riposare

A tutti loro consigliamo l’ascolto della nostra rubrica: l’Antica Discografia del Corso. Non è come suonare, ma ad un orecchio ben attento dice molto di più di quanto il suono trasmette.

Anche una pausa però non guasta; riflettere sul presente, ricordare il passato e programmare serenamente il futuro sono spunti che difficilmente avremmo trovato se immersi nella frenesia della normale quotidianità.

Alcuni di noi rispolverano vecchi hobby e passatempi, ritrovano il piacere di condividere il tempo con le persone che amano, e magari trovano il coraggio per quella serenata che compagne e compagni, amanti e parenti desiderano da tempo…

ANTICA DISCOGRAFIA DEL CORSO: Talking Heads – Once in a Lifetime

In questo singolo, e più in generale nell’album Remain in Light, i TALKING HEADS si fecero ispirare dalla musica e dai ritmi africani, per cui collaborarono con molti musicisti.

La particolarità stilistica nella produzione è stata la scelta, voluta da Brian Eno, di registrare lunghissimi loop in modo da poter tagliare e riassemblare le sequenze, in un ben curato lavoro di taglia e incolla. Era il 1980.

La rubrica sotto l'ALBERO: Antica DISCOGRAFIA del corso.

Natale, un tripudio di luci, colori e regali. Festeggiamo la santissima trinità del consumismo: Enel, Bartolini (oppure SDA, UPS, a seconda delle preferenze) e Amazon.

E siccome uno dei momenti più tragici arriva alla scelta dei regali, di seguito proponiamo una serie di ascolti propizi per le festività che oltre a guarnire i vostri festeggiamenti possono diventare delle ottime idee regalo.

Non aspettatevi il solito disco di Bublé appena rispolverato dalla naftalina, ce n’è per tutti i gusti!

Come sempre di seguito trovate i titoli in ordine cronologico con un breve trafiletto a illustrare le opere. Un click sul titolo, cuffie e buon ascolto!

Carl Orff – Carmina Burana

Opera monumentale del compositore tedesco che riprese un’omonima raccolta di canti medievali e la orchestrò completamente. Alcuni dei brani del corpus sono diventati iconici e conosciutissimi, primo tra tutti il Fortuna Imperatrix Mundi, prologo dell’intera opera.

Olivier Messiaen – Quartetto per la Fine dei Tempi

Opera densa di significato e di spunti musicali. Messiaen scrive questo corpus mentre è prigioniero in un campo di concentramento tra il 1940 ed il 1941 e lo scarica di simbologie per mezzo del suo linguaggio musicale fatto di rimandi matematici e sistemi a trasposizione limitata, musica indiana e ricerca contemporanea. 

John Cage – Sonatas & Interludes for Prepared Piano

Avrò citato Cage un numero infinito di volte nei miei articoli e non poteva mancare qui. Non è un disco di Natale, ma le sonorità del pianoforte preparato sanno essere intime ed aliene allo stesso tempo. Trovo questi lavori di una delicatezza incredibile: più che adatti ad una serata invernale.

Clara Rockmore – The Lost Theremin

Clara Rockmore è stata la più famosa thereminista della storia; poté studiare con Leo Theremin, scrisse un manuale sullo strumento e diede vita ad un seguito incredibile. Qui è riportato questo suo lavoro pubblicato postumo ed interpreti come Lydia Kavina, Pamelia Kurstin (che faceva del walking bass col theremin), e Carolina Eyck hanno fatto tesoro della sua eredità.

Tool – Lateraus

Altra opera magnificente che non teme il confronto nemmeno con la letteratura di poemi sinfonici ed affini della musica accademica, tanto da offrire infinite citazioni di compositori della contemporaneità come Stockhausen, Ligeti, Bartok, ed altri esempi di illustre letteratura.

Jethro Tull – The Jethro Tull Christmas Album

Disco datato 2003 per un ritorno in grande stile dei Jethro Tull con la ripresa di brani della tradizione e nuove canzoni della formazione capitanata da Ian Anderson. Il disco trasuda Natale e festività invernali senza ombra di dubbio. Un’uscita imperdibile per i fan.

Six A.M. – The Heroine Diaries Soundtrack

Il collegamento con le festività natalizie è dato dal primo brano, con una tipica carola che assume una dimensione grottesca, adatta ad una storia quasi surreale come quella di Nikki Sixx. Un disco davvero interessante, cantato dalla voce calda ed espressiva di James Michael.

Aviva Omnibus – Nutcracker in Fury

Siamo in Russia, ed il progetto è di Dimitri Loukianenko. Si tratta di una rilettura dello Schiaccianoci di Tchaikovskij in chiave progressive-elettronica, molto simile al lavoro fatto dagli ELP con i Quadri ad un’esposizione di Mussorgskij. Qui ci sono sonorità graffianti, temi variati e maltrattati per un risultato davvero impressionante.

Arjen Lucassen – Lost in The New Real

Epopea fantascientifica per il compositore Olandese alla guida del progetto Ayreon. Il disco in oggetto è una produzione dove figurano diversi musicisti e cantanti già visti con gli Ayreon, ma qui impegnati in un Side A inedito, mentre un Side B di cover riviste dall’eccentrico chitarrista: da mozzare il fiato.

Ernesto Hill Olvera – Ernesto Hill Olvera y el Organo Que Habla

Per tastieristi e sound-designer che vogliono fare un tuffo nelle più assurde possibilità strumentali c’è questa chicca che vedeErnesto Olvera ricreare i formanti vocalici ed i transienti consonantici con l’organo hammond. In breve: QUEST’ORGANO CANTA! [si consiglia il confronto con i testi dei brani n.d.a]

Darkened – Spiritual Resonance

Già presenti nella nostra rubrica estiva, i Darkend hanno assestato un altro colpo notevole con Spiritual Resonance: un disco molto curato e di grande impatto emotivo; decisamente indicato con una tazza di tè bollente sotto una coperta vicino al camino.

Vi state chiedendo perché non ci sono i tipici dischi di Natale? Perché non c’è del jazz? Perché manca Bublé?
Ma davvero ne volete sentire ancora parlare?!

A Natale siamo tutti più buoni, anche la selezione musicale: almeno non c’è il reggaeton!