PILLOLE in MUSICA: Curiosità sul SUONO – Il canto degli Uccelli

Qualsiasi cosa è musica? Una domanda che molti musicisti si sono fatti durante la loro carriera e a cui ognuno ha dato la propria risposta.

Senza girarci troppo intorno la mia risposta a questa domanda è: assolutamente sì!

Come ho già più volte citato in molti articoli in commercio possiamo trovare il libro “Il paesaggio sonoro” di Murray Schaffer in cui abbiamo una completa esplicazione di come le sorgenti sonore che ci circondano nell’insieme creino un’orchestra con le sue logiche.

Anche nella natura possiamo trovare questa disciplina: infatti molti canti degli uccelli in alcuni habitat si sono evoluti in modo che ogni specie abbia un preciso range di frequenze, in questo modo si evita una sovrapposizione cacofonica ed ogni volatile può riconoscere con semplicità il richiamo dei propri simili.

Ovviamente questo discorso si espande tranquillamente a tutto il mondo animale che vive nello stesso habitat.

Come un’orchestra ognuno ha il suo ruolo, generando un perfetto equilibrio.

Tutto molto bello, peccato che con l’arrivo della civiltà e del caos delle città questa meravigliosa orchestra è stata distrutta.

Questa frase è completamente falsa!

Infatti come un musicista che acquista l’attrezzatura in base all’esigenza, anche gli animali hanno fatto lo stesso.

Tornando all’esempio degli uccelli infatti, essi si sono evoluti in modo che il loro canto sia molto più forte rispetto a prima, permettendo di “sovrastare” il frastuono urbano e potersi riconoscere anche in contesti meno naturali.

Ovviamente l’evoluzione ha fatto sì che non solo il volume sia più alto, ma anche il loro range di frequenze è cambiato.

Un meccanismo di sopravvivenza davvero molto interessante per noi amanti del suono e che rispetta perfettamente la caratteristica prima della musica: l’adattamento contestuale.