La rubrica sotto l’OMBRELLONE: manuale di sopravvivenza per i festival musicali

Come tutti sappiamo, ogni qualvolta ci avventuriamo in paesaggi nuovi ci troviamo di fronte ad habitat differenti che, per forza di cose, presentano una biodiversità con una fauna locale che la caratterizza.

Dato che il periodo estivo è caratterizzato dalla presenza di molti festival musicali, vorrei parlare di alcune specie di fan che potreste incontrare e di come è opportuno comportarsi con ciascuna di esse.

  • I birraioli: si muovono in piccoli gruppi di 4-5 elementi, sono particolarmente rumorosi ma poco interessati alle band che si cimentano sul palco, a loro importa soltanto che il flusso musicale sia particolarmente ritmato e adeguato al party. Data l’assenza di strati lipidici per l’accumulo dei liquidi necessari a sopravvivere al caldo torrido, soffrono parecchio di disidratazione, per cui devono integrare (o meglio sostituire) la loro dieta con bevande a base di luppolo di mediocre gradazione alcolica. Nel caso ne vedeste qualcuno, è sufficiente imitarne le gesta per potersi confondere tra loro, l’assunzione di alcune dosi di birra riesce a camuffare a sufficienza il proprio odore.
  • Le coppie: si tratta di una specie prevalentemente monogama, per questo non è così facile da trovare in questi ambienti. Questi soggetti prediligono la tranquillità e sperano nell’esecuzione di qualche ballad per poter procedere al rituale di accoppiamento. Essendo una specie non pericolosa basta mantenere le distanze per non incorrere in problemi.
  • Headbanger: sono tra le specie più comuni ai festival e si possono trovare sia come singoli individui sia in gruppi numerosi che possono racchiudere decine, persino centinaia di esemplari. Sono molto vivaci ed energici, socievoli a tal punto da permettervi di diventare parte integrante del gruppo se riuscite ad eseguire correttamente la pratica dell’head-banging. Si tratta di un ballo rituale in cui la parte superiore del corpo (principalmente la testa) si muove scandendo il tempo della canzone. Il movimento può essere rotatorio o perpendicolare al terreno e solitamente va ripetuto per molte ore al giorno. Nonostante prediligano brani in cui il battere sia parecchio inciso e di norma su un 4/4, esistono delle sottospecie che tentano questo ballo rituale su tempi dispari, ma di questo si sa ancora molto poco a causa dell’alto tasso di mortalità che la pratica comporta.
  • Pogo man: al di la di ogni prognostico e di ogni nostra conoscenza sul principio di conservazione che muove ogni forma organica, i pogo men sono soliti collidere tra loro in modo più o meno violento senza motivo apparente. Le affascinanti documentazioni reperibili su internet dimostrano come questo rituale sia molto interessante e potrebbe essere oggetto di studi approfonditi. A chi fosse interessato a partecipare a questo rituale basta posizionarsi in mezzo al branco e spingere con decisione un altro individuo con il solo ausilio delle spalle, generando una reazione a catena che darà il via al pogo. Mi raccomando: fatelo solo se siete muniti di dispositivi di sicurezza.
  • Analyzer: sono estremamente rari e viaggiano da soli o in gruppi di un massimo di 3 esemplari. Privi di qualsiasi cultura sociale, si posizionano in punti strategici, preferibilmente nel miglior punto di ascolto e lontano da qualsiasi altra specie, ed analizzano scrupolosamente le band che si esibiscono, appuntandosi pregi, difetti ed errori. Solitamente sono cultori di musica o musicisti, per cui cercano di mostrare (non si sa bene a chi) la loro conoscenza della materia. Se siete lì per divertirvi vi consiglio di stare lontano da questi esseri molto pericolosi.

Spero di avervi dato informazioni utili per poter affrontare al meglio i festival europei senza il timore di trovarvi a confronto con specie sconosciute senza sapere come comportarvi. Non mi resta che augurarvi un buon divertimento!

La rubrica sotto l’OMBRELLONE: 
l’esercizio in VACANZA.

Estate + Caldo = Vacanza.

Ma il musicista sa che non può permettersi troppa licenza, perché “se non suono per un giorno me ne accorgo io, se non suono per una settimana se ne accorge la critica, ma se non suono per più tempo se ne accorge il pubblico”.

Per mantenere tono muscolare e fluidità quando l’imperativo è CAZZEGGIO, bisogna trovare un risvolto positivo alle dure giornate al mare. Quando perfino la scelta dal menù a buffet della colazione continentale sembra un’attività inutile ricordatevi che una prospettiva diversa la trasformerà in esercizio.

IN SPIAGGIA

Batteristi: il gesto di frusta per scuotere la sabbia dall’asciugamano può sensibilmente migliorare la vostra moeller.
Tastieristi: evitate i racchettoni che mettono a dura prova i polsi, preferite il beachvolley per rinforzare le dita. Prestate sempre attenzione.
Chitarristi e Bassisti: per rinforzare le braccia nella presa si consigliano spalle ben rilassate ed un movimento rotatorio morbido quando si pianta l’ombrellone.
Cantanti: vocalizzi sott’acqua, così siamo sicuri che non disturbiate.

IN PISCINA

Batteristi: dato che generalmente siete pigri, un fluido movimento dei piedi immersi in acqua favorirà l’esercizio dei pedali.
Tastieristi: la piscina non offre opzioni particolari per i tasti. L’attività che consigliamo è trasversale; concentratevi sullo spalmare la crema solare. Si consiglia di praticare solo ai conoscenti.
Chitarristi e Bassisti: evitate il vostro approccio tipico, non avete lo strumento e rischierestie una pessima figura. Cercate di non annegare, basta ed avanza.
Cantanti: simulare un annegamento per esercitare la resistenza con dinamiche e acuti è una buona opzione, ma consigliamo anche l’esercizio dell’apnea.

AL MINIGOLF

Batteristi: il golf è sempre ottimo per migliorare il proprio swing.
Tastieristi: spalle rilassate per un movimento fluido; non serve che centriate la buca, meglio puntare al fuori pista per obbligarsi a raccogliere la palla con la giusta pressione dei polpastrelli.
Chitarristi e Bassisti: anche per voi spalle rilassate per un buon movimento. A differenza della pratica all’ombrellone potete verificare la vostra agilità negli spostamenti.
Cantanti: cercate di vincere, così potrete esultare cantando. Se doveste perdere lanciatevi in lamentazioni. Se in un testa-a-testa minacciate l’avversario con del growl.

A TAVOLA

Batteristi: ripasso dei rudimenti con le posate, migliorano la presa, mentre bicchieri, piatti e cesti del pane offrono superfici non uniformi per il rimbalzo.
Tastieristi: l’estenuante attesa tra primo e secondo al ristorante dell’hotel permette il ripasso degli esercizi meccanici per le dita da camuffare come gesto di stizza.
Chitarristi e Bassisti: idem come sopra per la mano alla tastiera, mentre per l’articolazione del pizzico consigliamo l’ordine di carne bruciacchiata per grattare via lo scuro con le unghie (per i classicisti) o con il coltello (per chi fosse abituato al plettro).
Cantanti: si consiglia il digiuno, almeno non sarete calanti.

LA SERA

Batteristi: in villaggio turistico sono molti gli eventi per gli ospiti. Andateci e cercate di far battere le mani a tempo a tutta l’audience. Una volta raggiunto questo obiettivo forzate un battere di battuta.
Tastieristi: per migliorare le soluzioni di programmazione cercate di hackerare l’ufficio eventi del villaggio turistico e modificate l’intera settimana.
Chitarristi e Bassisti: per voi un esercizio più semplice. Cercate di essere naturali nel battere le mani per applaudire gli spettacoli serali. Tanto non c’è possibilità che andiate a tempo nemmeno col batterista.
Cantanti: questo è il vostro momento. Partecipate agli eventi karaoke al villaggio turistico presentandovi come neofiti.

Seguite i nostri consigli e non sbaglierete, tornerete dalle vacanze più in forma di prima.
Fateci sapere com’è andata!

A presto con un nuovo appuntamento della Rubrica sotto l’Ombrellone!

La rubrica sotto l’OMBRELLONE: Perché può essere utile sopportare il Reggaeton

Tra i fenomeni naturali che maggiormente interessano il territorio italico durante il periodo estivo ci sono le tempeste che, a causa delle alte temperature e dei gravi delta di pressione, comportano intense precipitazioni.

Queste precipitazioni possono essere di vario tipo: pioggia, grandine e, in maniera più frequente, vibrazioni perfettamente cadenzate, accompagnate da suoni monotoni ad intervalli pressoché sempre uguali. Quest’ultimo fenomeno si riscontra nella maggior parte dei casi in luoghi ad elevato interesse sociale, ma anche all’interno di molte delle automobili in viaggio: gli esperti del settore lo chiamano Reggaeton.

Interessando i periodi più caldi dell’anno, questo genere musicale si sposa perfettamente con la vita da spiaggia e le ferie di gran parte della popolazione, facendo ballare e divertire molte persone. Al tempo stesso destabilizza l’equilibrio mentale di altri, specialmente noi musicisti.

In questo articolo però cercheremo di trovare il lato positivo di questo genere musicale.

Se dal punto vista melodico non sembrano esserci gli estremi per poter approfondire il discorso data l’assenza di sperimentazione, ci concentreremo sull’aspetto ritmico.

La prima osservazione utile è sicuramente sull’accompagnamento in levare: il tema solitamente è supportato da una chitarra (o altri strumenti accompagnatori) che esegue accordi in staccato rigorosamente sul secondo ottavo di ogni quarto. Concentrarsi su questo aspetto può essere utile per migliorare la percezione del tempo.

Il secondo elemento che vale la pena prendere in considerazione è quello dell’accompagnamento batteristico, quel dannato groove che come un martello ci rimbomba nella testa. Anche qui possiamo trovare qualcosa di interessante: infatti ci troviamo di fronte a una rivisitazione commerciale del tumbao, un ritmo afro cubano molto interessante e molto utile sia come esercizio sia come ispirazione per le nostre composizioni. Ho utilizzato il termine “commerciale” data l’aggiunta della cassa in battere, cosa che il ritmo di provenienza non prevede.

Terzo e anche ultimo aspetto da non sottovalutare è l’incredibile allenamento della nostra sopportazione. Ogni anno alziamo l’asticella della nostra pazienza e se, psiche permettendo, dovessimo cominciare ad eseguire cover senza sentirci troppo sporchi, saremo arrivati ad un livello di professionalità che potrebbe esserci d’aiuto per la futura carriera musicale.

Ovviamente non è mia intenzione tentare di farvi apprezzare il Reggaeton, ma volevo cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno (con molta difficoltà e con l’ausilio di un telescopio) anche di fronte a qualcosa che non ci piace, magari trovando qualche spunto per mantenerci attivi durante le vacanze.

A presto con un nuovo appuntamento della Rubrica sotto l’Ombrellone!

La rubrica sotto l’OMBRELLONE: Antica DISCOGRAFIA del corso.

Che siate all’avanguardia con Spotify sul vostro smartphone, o che preferiate un grammofono azionato dal bagnino in spiaggia, quello che segue è il nostro menù speciale per l’estate 2019 con una vasta selezione per accontentare anche i gusti più difficili. 

Ne consigliamo una degustazione completa dato che non si tratta di nulla di scontato. Noi di AltreFrequenze consigliamo il piatto esotico ed inaspettato.

La lista potrebbe essere infinita, vi consigliamo di integrarla con tutti gli ascolti che vi abbiamo proposto negli articoli. Inoltre ogni opera è corredata di link per l’ascolto, spesso in edizioni consigliate: una volta pronti cliccate sul titolo.

Antonio Vivaldi – Concerti per Flauto

Questi concerti sono particolarmente estivi, poco conosciuti, e sono un regalo per la letteratura del flauto dolce. Dopo averli ascoltati non penserete più “quello che studiavo a scuola”.

Wendy Carlos (orig. J.S. Bach) – The Well-Tempered Synthesizer

Si tratta di una raccolta di brani del celebre compositore tedesco arrangiati ed eseguiti dalla visionaria Wendy Carlos con un modulare Moog. Riguardo il Concerto Brandeburghese N.4 in Sol Maggiore, Glenn Gould disse “To put it bluntly, the finest performance of any of the Brandenburgs – live, canned, or intuited – I’ve ever heard”.

Gustav Holst – The Planets

George Lucas e John Williams devono molto a questa opera di Holst, che ha fornito spunti al celebre lavoro del compositore della colonna sonora di Star Wars. Lucas infatti chiese a Williams un lavoro “in stile”, rapito dalle atmosfere della suite.

Paul Hindemith – Hindemith Conducts Hindemith

Chi scrive è di parte. Tra tutta la musica che ascolto, le opere di Hindemith prendono sempre il primo posto. Questa raccolta in particolare è stata curata dal compositore stesso, alla direzione artistica e musicale.

Mario Castelnuovo-Tedesco – Guitar Chambers Music

Compositore italiano, pietra miliare della letteratura chitarristica del ‘900; il suo stile è moderno e raffinato. Williams potrebbe raccontarne anche su di lui, dato che è stato allievo di Castelnuovo-Tedesco.

Salvatore Sciarrino – Complete Works for Violin & Viola

Compositore dell’avanguardia italiana, tutt’ora in attività, ha racchiuso in questa raccolta la tecnica e l’espressività con un linguaggio personale. Ne consigliamo l’ascolto in cuffia, in particolare dell’ultimo brano Per Mattia, una piccola perla.

Headspace – I am Anonymus

Disco a forte impatto emotivo per la formazione che vede alla voce Damian Wilson ed alle tastiere Adam Wakeman. Questo disco inaugura il viaggio degli Headspace: un concept ben articolato e scritto magistralmente.

Cynic – Kindly Bent to Free Us

Altra meraviglia del panorama progressive, molto fresca e contemplativa. I brani si susseguono con estrema naturalezza ed una portata artistica notevole.

Trepalium – Voodoo Moonshine

Swing-Death Metal?! Esatto! Questi sono i Trepalium, che con Voodoo Moonshine hanno creato un compendio di brani per tutte le orecchie.

Darkend – The Canticle of Shadows

Un disco black metal molto interessante Made in Italy. Si consiglia caldamente la partecipazione ad uno dei loro concerti: coreografici e meravigliosi.

Igorrr – Savage Sinusoid

Gaultier Serre è uno dei compositori più particolari e sensazionali che abbia mai sentito. Capace di mescolare ogni genere, dalla musica antica alle frange estreme dell’elettronica, ha creato un capolavoro grazie al suo entourage di musicisti eccezionali.

Vorremmo anche consigliarvi l’ultimo disco dei Tool, ma purtroppo non è ancora uscito!

A presto con un nuovo appuntamento della Rubrica sotto l’Ombrellone.